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La tua Birra fatta in Casa

Ritorno a Praga + Brno (2008)

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Dopo 6 anni siamo ritornati in Rep. Ceca e sembra passato un secolo: Praga è cambiata molto, ora sembra una città più ricca, con molti palazzi ristrutturati al meglio, e la gente sembra avere più risorse. Si nota che l’immigrazione dall’est (Russia, Ucraina etc..) tende ad occupare le posizioni lavorative più basse.
Birrariamente parlando, alcune cose sono cambiate in meglio, altre in peggio.
Cominciando dagli aspetti negativi: due birre che tempo prima mi avevano entusiasmato sono state letteralmente distrutte; sto parlando di Gambrinus e di Staropramen. Lo sapevo, le avevo bevute a Pianeta Birra a Rimini e francamente il floreale, il corpo e l’equilibrio di un tempo sono spariti facendo di queste due marche (ora di Sab Miller e Inbev) delle classiche “eurolager” uguali a molte altre. Lo confesso: per evitare delusioni, mi sono rifiutato di assaggiarle ancora…
Altro aspetto negativo è la tradizione del locale “monomarca” che serve solo un brand. Il locale “alla belga” o “all’americana” con 20 spine rimane un sogno, anche se ora qualche raro caso di birreria “illuminata” si trova.
Poi c’è la qualità dei camerieri cechi: questa è rimasta immutata e generalmente è da bassa a pessima: Evan Rail, autore della Good Beer guide to Prague (attrezzo fondamentale per il beer hunter), descrive con tipico humor anglosassone il loro atteggiamento verso il cliente: da stancamente disinteressato a fortemente disinteressato, sino ad aggressivo disinteressato. Un sorriso e un saluto rimangono merce rara…
Poi ci sono gli aspetti positivi: nuovi brew pub e microbirrerie che osano realizzare stili fuori dalla tradizione della svetle (chiara) e della cerny (scura). Non sempre di massima qualità e con deviazioni quasi preoccupanti (vedi la birra all’ortica del Pivovarsky Dum) ma concediamo loro un po’ di tempo…
Il prezzo della birra rimane poi a livelli che in Italia ci sogniamo: a parte eccezioni di locali turistici come il solito U Fleku o il Klasterni Strahov che hanno prezzi doppi o tripli rispetto agli altri bar, mediamente il boccale da 50 cl costa 25-30 corone (1-1,25 Euro) con punte minime di 15 (0,62 euro). E comunque se l’U Fleku fosse sotto casa mia in Italia, di bicchieri da 2.80 Euro cad. ne consumerei parecchi…
Ultima, forse la più eclatante novità positiva da citare è la grande crescita del sistema di distribuzione “tankovy”. Alcuni locali servono infatti birre non pastorizzate direttamente da tank a temperatura controllata e la differenza con i soliti fusti di birra pastorizzata è evidente. I locali devono naturalmente avere una cella a 8 C che ospiti i serbatoi da 5 o 10 hl, assicurare una veloce rotazione della birra (diversi ettolitri alla settimana!) e avere una maniacale pulizia delle vie. I serbatoi contengono sacchi di polipropilene sterilizzati in cui rimane la birra e aria compressa immessa tra il serbatoio inox e il sacco assicura la spinatura: questo sistema è abbastanza usuale anche tra i nostri microbirrifici, ma in Rep Ceca il “refill” del serbatoio viene fatto con camion cisterne refrigerati.
Questo sistema “tankovy” è stato inizialmente messo a punto dalla Velke Popovice Kozel (ecco perché al Cerneho Vola era così buona…!) e poi sviluppato dalla Pisner Urquell che ha acquisito la birreria ed il sistema di distribuzione. Oggi, almeno a Praga e Brno, si trovano diversi locali con una Urquell da urlo, assolutamente nulla a che vedere con quella in bottiglia. Non oso conteggiare quanti litri ne abbiamo bevuti in questo viaggio…

Locali da non perdere secondo noi:

BRNO

  • Freeland – Beethovenova 7
    Ci andiamo la prima sera…dopo la delusione delle Budweiser. Hanno la Dalesickè pivo, tre tipi diversi. Li chiediamo tutti e tre contemporaneamente e, data la sua padronanza della lingua di Albione, la cameriera (invero un po’ perplessa) ci porta 3 birre UGUALI…vabbè essere strani (e stranieri…), ma qui si esagera! Hanno la 11°, la 13° e la 11° tmavè: ottima la prima…segnalo solo che Davide, influenzato da Evan Rail, alla fine ci sente la composta di fragole! No comment…
  • U Richarda – Risova 12, Brno-Zebetin
    Armatevi di santa pazienza, prendete un bus quasi introvabile tra cento altri, fatevi quella mezz’ora di viaggio tra vecchiette che tornano dal mercato e andateci…non rimarrete delusi: quantomeno la cameriera, benchè monolingua, è gentile! Qualche nota di innovazione: una wheat passabile (anche se non ci capisce perchè si interstardiscano a usare il lievito a bassa!), una svetle più che dignitosa, una al miele che, nonostante non sia proprio beverina, non è male per nulla e una strepitosa visnova (ciliegie) davvero molto buona. La servono con qualche ciliegina sotto spirito sul fondo del bicchiere e ha un magnifico taglio amaro che stupisce davvero.
  • Pegas – Jabuska 4
    Qui comincia l’avventura della domenica a Brno: la città è praticamente deserta…turisti nemmeno l’ombra. A pranzo (imvero all’ora di pranzo, visto che non abbiamo fame per nulla!) andiamo al Pegas, che Evan Rail descrive come IL luogo dove si trova la birra migliore della città, se non del paese. Anche qui il menù solo in ceco, ma il cameriere capisce il linguaggio dei segni….Svetly Lezac: profumo di fiori, erbaceo, gran bel corpo (sembra che parli di Bradd Pitt, ma si tratta di una birra!), finale secco (qui è una rarità) e buon amaro. Se devo trovare un difetto, è un pochino troppo gasata. Wheat: a parte la fettina di limone (abbiamo criticato anche Jan Suran per questo, ma lui non demorde…), finita nel portacenere…davvero buona, con un bel finale citrico. Tmavè: tanto tanto caffè e tanto tostato, troppo gas in bocca, ma buon equilibrio tra caramello e caffè. Gold (a 16°P!): tanto fieno e un filino di diacetile, non proprio beverina, ma a 16 plato ci sta!
  • U Blahovky – Gorkeho 54
    Arriviamo alle 3 del pomeriggio di domenica, dopo il Pegas, con già qualcosina ‘under the belt’… L’atmosfera è magnifica (è un tankovi): solo vecchietti (o quasi) seduti al banco, nessuno parla con nessuno, cameriere ringhiante, uomo alla spina (praticamente sempre aperta) con l’orecchio deformato dalla biro con cui segna ciò che prendi…Insomma, entriamo e sembriamo due alieni. Ci sediamo davanti al bancone e arrivano subito due meraviglie: ragazzi, che roba…. la Pilser Urquell sarà pure Sab-Miller, ma quando è così non ce n’è per NESSUNO! Il Saaz (che credevamo estinto) ci assale, il corpo ci stupisce, l’amaro ci pervade…una sola parola: GRANDE! Verso la terza…a digiuno dal mattino…prendiamo il coraggio a sei mani e chiediamo se possiamo avere qualcosa da mangiare. A gesti, riusciamo a capire che dobbiamo servirci da soli: il risultato è il piattino che vedete fotografato qui sopra a sinistra…formaggio puzzolente, cipolla e paprika come se piovesse, insomma una delizia! Mentre fotografiamo (tanto siamo già due alieni), arriva un tipo che ci chiede in perfetto inglese da dove veniamo e come caspita abiamo fatto a trovare un posto del genere. Scopriamo che è ceco, ma trasferito in Australia con la famiglia da bambino. Finalmente possiamo parlare con qualcuno!!! La serata finisce dopo un tot (unità di misura del Sistema Internazionale, utilizzato quando non ti ricordi il numero esatto) di altre birre…


PRAGA

  • U Medvidku – Na Perstyne 7
    Questo è veramente il massimo: per trovarlo devi entrare in un ALTRO pub, attraversarlo tutto, salire le scale, cercare di evitare un bar Budweiser che ti fa l’occhiolino e finalmente ci arrivi! E’ un brewpub e hanno solo due birre, la Oldgott Barique alla spina e la X33 (a 33°P) in bottiglia. La prima la beviamo sul posto (e costa esattamente il doppio delle altre…): complesso il naso, ma in bocca mi aspettavo più legno…comunque ottima! La X33 ce la compriamo per berla in hotel (a 100 Kc!): alla fine della serata la apriamo tutti speanzosi e… scopriamo che è acetica, assolutamente andata a male!
  • U Zlateho Tigra – Husova 17
    Tanta tanta atmosfera, tanti locals e anche tanti giapponesi! La Urquell tankovi è ottima, ma non arriva al livello di quella di Brno!
  • Ferdinanda – Opletalova
    E’ un bar-ristorante in centro: non ci aspettavamo nulla e invece…arredi spartani e moderni, ma davvero una bella atmosfera. Qui il cameriere è efficiente e gentile (for a change!) e la birra davvero molto buona. Hanno la 11°P e la 12°P (entrambe molto buone), la 11°P tmavè (se fosse più beverina sarebbe da urlo) e la 13°P (detta 7 colpi), che dovrebbe essere speziata, ma, a parte un po’ di zenzero, non riesco ad individuare altro (bbbona comunque!)
  • U Bubenicku – Myslykova 8
    Un altro tankonvi: vogliamo uno spuntino e finiamo (grazie al menù solo parzialmente tradotto) con un enorme piatto di fritto (tipo piemontese, ma senza dolci). Uno dei migliori fritti che abbia mai provato! La Urquell è buona, ma non da urlo.
  • U Fleku – Kremencova 11
    Paradiso dei turisti…non facciamo in tempo a sederci e arrivano le birre. Ogni volta cerco di trovare un qualche difetto, ma, nonostante i miei ripetuti sforzi, non ci riesco. E’ proprio buona…ce ne faccamo due ciascuno e paghiamo una cifra esorbitante (4 birre 260 Kc!!!)
  • U Pinkasu – Jungmannovo nam. 15
    Apriamo noi alle 11 dell’ultima mattina (il volo è alle 14:30, abbiamo tempo) e troviamo un’altra Urquell (sempre da tank) da URLO. Davvero non ho parole…
  • U Cherneho Vola – Loretanske nam. 1
    Questa volta lo saltiamo, ma è davvero un posto da visitare!
  • U Klokocnika – Na Veseli 48
    Praticamente introvabile, bisogna camminare in salita dalla fermata del tram (non chiedetemi come ho fatto a convincere Davide ad andarci!), ma ne vale la pena. E’ un posto da locals, siamo gli unici straniero-turisti, ci sono le patatine quelle unte nel sacchetto di plastica trasparente e…. la birra (Kakov pivo) costa 15 Kc!!! Davide cerca anche si farsene dare due diverse, ma la ‘leggera’ barriera linguistica ci impedisce la faccenda. In ogni caso, siamo diretti al Prvni Pivni Tramway e quindi non vogliamo esagerare!
  • Prvni Pivni Tramway – Na Chodovci 1a
    E’ un posto stupendo al capolinea del tram numero 11, consigliato sia dalla guida che da Jan, quindi non ce lo facciamo scappare! La foto la vedete qui sopra. Dentro, arredi tipo tram e cameriere iper-efficiente. Hanno tre spine fisse (Pardal, cioè la 10°P della Budweiser, la Urquell e la Primator hefe-weizen) e una a rotazione. Grazie al fatto che siamo molto fluent in ceco, non riusciamo a capire esatamente cos’è…comunque molto buona! Anche il cibo non è niente male e il cameriere ci rimane male perchè, nonostante i suoi ripetuti sforzi per avere tutto sotto controllo, Davide accelera improvvisamente e finisce la birra prima che lui se ne accorga! La padrona del locale alla fine, mentre ci fa il conto, ci stringe la mano e ci ringrazia…non si capisce bene perchè!
  • Pivovarsky Klub www.gastroinfo.cz/pivoklub Krizikova 17
    Finalmente un locale come li intendiamo noi: tante birre e tanta professionalità! Hanno sei spine di microbirrerie ceche a rotazione e tante tante bottiglie (circa 200), da Repubblica Ceca, Belgio, Germania, USA. Insomma tutto ciò che serve…e poi, come se non bastasse, si mangia anche bene!
  • Pivni Galerie www.pivnigalerie.cz U Pruhonu 9
    Non facile da trovare in un quartiere non proprio bellissimo! E’ un beer shop, con una stanzetta sul retro dove si spilla due birre a rotazione. Un vero gioiello (a parte il fumo passivo) che però chiude alle 21.00; il proprietario è un appassionato e si vede: appena gli chiediamo consiglio si scatena!
  • Pivovarsky Dum – www.gastroinfo.cz/pivodum Lipova 15
    Qui un pochino giochiamo in casa…è il brewpub di Jan! C’è un po’ di tutto, dalle grandi classiche ceche (tra cui una cerny con un taglio secco fantastico) alla stout ‘original’ (cioè fatta con tutti gli ingrediente e il lievito tipici delle stout) alle birre aromatizzate alle ciliegie (ottima, molto simile a quella della Richard, anche se più secca), alla banana, al caffè e all’ortica (direi ‘unusual’…). Il cibo è tipicamente ceco e il menù questa volta è tradotto per bene!


Davide e Monica
(Agosto 2008)

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