Filtraggio:

travasato mosto e grani dalla pentola al tino di filtraggio (detto lauter tun), attendo un paio di minuti per lasciare decantare la parte solida. Apro quindi il rubinettino in modo tale da fare uscire MOLTO lentamente (meno di un litro al minuto!) il mosto filtrato nella pentola, possibilmente con un tubo come da foto sotto. Rimetto il primo mosto filtrato nel tino - senza splash! - sino a quando il mosto stesso esce limpido (io mi ritrovo mosto limpido dopo due/tre litri). 

Chiudendo il tino per ridurre la dispersione di calore procedo al filtraggio sino a quando il livello del liquido è vicino al "letto" di grani e trebbie. 

Sparging:

A questo punto provvedo a mettere nel tino altri 12 litri di acqua a 78C (2 x 6 litri) avendo la cautela di disturbare il meno possibile il "letto" di trebbie: utilizzo per questo una schiumarola, su cui faccio cadere l'acqua calda, come "rompigetto". 

La nuova acqua consente di estrarre ulteriori zuccheri dai grani. Ovviamente non si riesce ad estrarre il 100% degli zuccheri disponibili in linea teorica; con questo sistema riesco ad estrarne il 75%  (secondo il programma di gestione delle ricette che uso: Suds97, ma dal 65% in su è già un buon risultato per i metodi artigianali usati dagli homebrewers. 

Continuo l'estrazione del mosto sino a quando il densimetro non mi indica un valore attorno a 1000. (In realtà, data la temperatura del mosto, il valore è 6/8 punti inferiore rispetto ad una misurazione a temperatura ambiente) 
 

Bollitura

A questo punto ottengo circa 18 litri di mosto che rimetto sul fornello e porto ad ebollizione. 

(I grani "spenti" faranno la felicità di qualche gallina oppure potranno essere utilizzati per fare biscotti.) 

Iniziata l'ebollizione, aggiungo i 17g di luppolo opportunamente inseriti nella loro "calza" (hop bag). L'ebollizione con il luppolo viene mantenuta "vigorosa" per 60 minuti.

Raffreddamento:

la bollitura degli ultimi minuti è stata effettuata con il coperchio sulla pentola, in modo tale da renderlo "sterile". 
Tolto il luppolo, sposto la pentola in una vasca d'acqua fredda e lo lascio a mollo per un'ora circa, avendo cura di cambiare l'acqua di raffreddamento quando si riscalda (ogni 15 minuti circa). 

In realtà questo non è proprio il sistema più efficiente per portare il mosto ai 20 gradi: meglio utilizzare  una serpentina in rame (da inserirsi nella pentola in bollitura qualche minuto prima di toglierla dal fuoco) che si collega al rubinetto dell'acqua fredda. Qui si puo' vedere la serpentina in rame che ho realizzato "a mano" partendo da un tubo per idrosanitario. Oltre alla maggiore efficienza (20-25 minuti per raffreddare il mosto) consente di fare precipitare le proteine più velocemente. la serpentina
Travaso nel fermentatore:

raffreddato il mosto ai 20C, lo travaso nel fermentatore utilizzando un tubo di gomma (opportunamente sanitizzato) a mo' di sifone. Non "pescando" con il sifone a fondo pentola (ma un paio di cm. più in alto) riesco a lasciare nella pentola molte proteine presenti nel mosto che si sono depositate grazie al raffreddamento. 

Aggiungo a questo punto quella poca acqua che serve per giungere ai 18 litri e misuro con il densimetro la densità: 1052 

Per una buona partenza della fermentazione, è necessario ossigenare il mosto: io appoggio per terra il fermentatore e lo agito vigorosamente per qualche minuto. Altri utilizzano sistemi più professionali, come attrezzature da acquario o addirittura bombole di ossigeno. Ovvio che come questi metodi è molto importante curare la sanitizzazione di quello che viene "soffiato" nel mosto.

Pitching - inoculazione del lievito

Inserito il lievito, la fermentazione parte in un paio d'ore e si mantiene evidente (l'ideale sarebbe in ambiente a 18C) per tre/quattro giorni. Dopo una settimana travaso la birra in un secondo fermentatore avendo cura di lasciare il fondo intatto nel primo tino (per la maggior parte si tratta di proteine). A questo punto la gravità misurata della birra è di 1012 

Lascio decantare ancora per una settimana e poi travaso in un ulteriore tino per preparare l'imbottigliamento e la carbonazione; i metodi sono due: quello tradizionale si chiama "Krausen" e consiste nel mettere da parte (in frigo) in una bottiglia sterile (ad es. una bottiglia di acqua minerale sigillata) il 10%  del mosto non fermentato (circa 2 litri) e poi aggiungerlo alla birra prima di imbottigliare. 

Alternativamente, si puo' aggiungere 180g di zucchero da tavola fatto bollire per qualche minuto in 3/400cl d'acqua ed opportunamente raffreddato. E' comunque opportuno mescolare delicatamente birra e acqua / zucchero per evitare che i due liquidi (di diversa densità) rimangano stratificati, e quindi avere il rischio di imbottigliare delle potenziali bombe Molotov. 
 

Il fondo del secondo fermentatore è quasi tutto lievito e lo imbottiglio con poca birra (o un po' d'acqua). Potrà essere utilizzato per la prossima weizen! 

Un paio di settimane di carbonazione a temperatura ambiente ed altre tre di maturazione in frigo e la weizen è pronta per essere gustata nel suo bicchiere! 

 

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