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Biere de Garde e Fiandre francesi
La Francia è certamente famosa per le produzioni vinicole ma ha anche una tradizione birraria, soprattutto in Alsazia e nella regione del Nord-Pas de
Calais, zona delle Fiandre francesi.
Se la prima è famosa per i grossi produttori (Kronenbourg, Fischer, Meteor...) nelle Fiandre francesi possono essere trovate piccole e medie birrerie con prodotti interessanti e di qualità. E' in questa regione, forse
anche in relazione alla vicinanza col Belgio, che si trova il maggior numero di produttori francesi. Un elenco
abbastanza aggionato è disponibile su
http://perso.wanadoo.fr/yves.bou/brasseries/
Lo stile tradizionale della zona è la Biere de Garde, un tempo prodotta in primavera per essere consumata nei mesi estivi. Come tutte le "birre di marzo" il grado alcolico doveva essere sufficientemente elevato da consentire la conservabilità anche con il caldo: in media 5-8% Alc. Caratteristiche della biere de garde sono maltosità non controbilanciata da adeguato luppolo, caramello, etilico e fruttato seppur con differenze nei tre tradizionali
"sottostili"
blonde, brune e ambree
.
Oggi molte birre delle fiandre francesi richiamano tali aspetti, sia quelle tipiche dello stile (reperibili in Italia nella grande distribuzione sono Jenlain e Ch'ti), sia altre non riconducibili allo stile "Garde" che hanno in comune a questo la dolcezza, maltosità
e l'etilico (penso alle varie Biere du Desert della brasserie Gayant, Belzebuth della Grain D'Orge,
per fare esempi commerciali noti anche in Italia).
Venendo nel dettaglio su cosa bere e dove, c'e' da notare che anche in Francia ha preso piede il fenomeno dei brew-pub. La catena più diffusa è quella dei locali 3 BRASSEURS, un franchising presente in molte città (anche fuori della Francia), spesso posizionati nelle zone pedonali oppure anche nei grossi centri commerciali. Abbiamo assaggiato le birre del locale 3 Brasseurs vicino a Compiegne in Piccardia (blonde, blanche, ambree, scotch): nessun difetto, beverine ma poca
personalità; forse la scotch leggermente superiore alle altre.
Ancora meno
fortuna invece in altri due brewpub visitati: a Lille la
TAVERNE DE L'ECU in
9 Rue de l'Esquemoise, ricavata da un antico bordello poi convertito in cinema porno ed infine in bar - ristorante, l'ambientazione fatta di divanetti, velluti rossi e
luci soffuse è rimasta. Le due birre assaggiate sono sta
te la blonde e la ambree, ma non hanno lasciato traccia nella nostra memoria. Ci ricordiamo bene invece della Brasserie AUDOMAROISE, 6-8 rue Louis Martel, a St. Omer dove abbiamo bevuto Blanche, Blonde, Ambree, Brune, biere des
Hayettes
(al rabarbaro) biere des Cosettes (alla cicoria): tutte abbastanza oscene con un
picco nella blanche (da codice penale: una cattiva limonata...).
Spero che i brew pub francesi non
siano tutti così!
Nella grande distribuz
ione (Carrefour, Intermarché)
si possono trovare diverse birre locali:
La Choulette
(
www.lachoulette.com
anche se tecnicamente la
birreria non è nelle fiandre ma nell'Hainaut francese),
Goudale e St. Landelin
(
www.brasseurs-gayant.com
)
Grain d'Orge
(
www.brasserie-graindorge.com
sito al momento non funzionante)
Abbatiale e FC Lens
(la birra dei tifosi! - della
Brasserie
de SAINT AMAND di St Amand les Eaux),
Gavroche e 3 Monts
(
www.brasserie-st-sylvestre.com
)
Bavaisienne (Brasserie
THEILLIER di Bavay),
Blonde e Ambree d'Esquelbecq
(
www.brasseriethiriez.fr.st
),
Page 24 (in varie versioni di cui una alla cicoria della BRASSERIE SAINT GERMAIN di
Aix Noulette),
St. Omer
(
www.brasserie-saint-omer.com
)
oltre alle già citate Jenlain (
www.duyck.com
) e Ch'ti (
www.chti.com
). Alcune di queste birre sono discrete e con personalità, come 3 Monts e Esquelbecq, altre meno; quasi tutte hanno la solita maltosità e elevato etilico anche se i gradi alcolici non sono
elevatissimi.
Da citare secondo me anche "
Les Freres de la biere " della citata Brasserie Thiriez (bottiglia acquistata alla birreria - che è visitabile su appuntamento): una decisa luppolatura (sui 45-50 IBU?) in controtendenza con le altre produzioni francesi. Assomiglia ad un incrocio tra una bitter
inglese e una ale fiamminga.
Passando ai locali, ho ricercato i tipici
Estaminet
fiamminghi ricchi di fascino, di oggetti di artigianato (e talvolta antiquariato) sperando anche in qualche chicca birraria.
Metto in cima alla lista il
'TKasteel Hof (di fronte al mulino a Cassel): bel locale e panorama in cima alla collina del castello con la migliore lista di birre francesi trovata nel viaggio, una cinquantina circa. Gli altri locali visitati non avevano liste particolarmente ricche (specialmente pensando ai loro colleghi del vicino Belgio), tuttavia meritano
il viaggio l'
Het Blauwershof
(9 rue Ecke, Godewaersvelde),
De Vierport
(125 rue du moulin, Boeschepe), l'
Estaminet Flamand
(Rue Fusilliers marins, Dunkerque) e il
Kerelshof , sempre a Cassel (31 Grand Place). Nel primo si
può inoltre bere la Blauwersbier, che Van Eecke (quello della
Hommelsbier, OK è belga ma il confine è a due passi!) imbottiglia appositamente per questo locale: dovrebbe essere un blend della Het Kappitel Blond e della Watou Wit. Ho il dubbio inoltre che si tratti della medesima birra che viene realizzata per il ristorante Hommelhof
di Watou (Cuvee Speciale Hommelhof).
Infine una segnalazione per quello
che reputo il miglior prodotto incontrato in questo viaggio:
Hommelpap
della Ferme Brasserie BECK (Eeckelstraete, Bailleul
www.fermebeck.com
). L'attività principale di questa azienda agricola è la coltivazione del luppolo (4 varietà) e dell'orzo; accessorie sono la produzione di birra (160 HL all'anno in un impianto di 5 hl), la mescita (il bar è aperto solo il sabato dalle 19.00 e la domenica dalle 17.00) e l'affitto di stanze per
le vacanze.
Vengono prodotte due birre: la Hommelpap e la Alezane (all'avena prodotta solo in primavera). La Hommelpap in loco alla spina è notevole: una atipica Biere de Garde di 7% estremamente luppolata e molto beverina nonostante la spiccata maltosità.
Da segnalare la festa dell'Hommelpap in settembre (il 5/9 per il 2004) che segna la fine della raccolta del luppolo con attività folcloristiche, cotta pubblica ed abbondanti libagioni.
Davide
(Agosto 2004)
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