La Bassa
Fermentazione
Anche se molti kit di fermentazione (estratti
luppolati) riportano il termine "lager", i
lieviti in loro dotazione sono normali lieviti ad alta
fermentazione e devono ovviamente essere gestiti come da
prassi alle temperature di 18-24C. Per realizzare vere
lager (pils, hell, monaco, bock etc...) è necessario
utilizzare lieviti a bassa fermentazione alle temperature
di 8-12C, livello in cui i lieviti ad alta rimangono
dormienti e non lavorano. Questi ceppi sono stati
involontariamente selezionati da secoli di tradizione
birraria bavarese in cui la birra veniva immagazzinata (=
lagern in tedesco) in grotte con ghiaccio per poter
conservare la birra anche nei caldi mesi estivi. Il ceppo
è stato poi isolato dalla birreria Carlsberg, nel
diciannovesimo secolo.
Ma perchè utilizzare questo lievito che abbisogna
quasi sicuramente di un sistema di refrigerazione? E'
risaputo che ad alte temperature il lievito tende a
produrre aromi particolari, come fruttati, fenoli etc....
Una fermentazione a bassa temperatura consente di
minimizzare la produzione di questi aromi sotto la soglia
di percezione umana e quindi di realizzare una birra in
cui i sapori del malto e del luppolo siano i veri
protagonisti.
Per affrontare la preparazione di una birra a bassa
fermentazione è importante essere consci di alcuni
importanti aspetti e differenze con gli altri
lieviti/stili di birra. Sicuramente la cosa più
importante è la scelta delle materie prime: visto che
malto e luppolo devono essere i protagonisti, è meglio
scegliere ingredienti freschi e di alta qualità. Non ha
senso risparmiare pochi euro utilizzando un malto vecchio
o un luppolo ossidato!
| Il freddo
rallenta le operazioni:
il lievito impiegherà più giorni per portare a
termine la fermentazione vigorosa, anche una
settimana (rispetto ai 2/3 giorni di un lievito
ad alta). E non produrrà i fuochi d'artificio di
una fermentazione ad alta con schiuma compatta di
più centimetri e gorgogliatore impazzito; tutto
sarà più lieve. La temperatura
corretta poi è ancora più importante:
se un lievito ad alta fatto fermentare a 25/28C
produce esteri e fruttati poco piacevoli, un
lievito da bassa che lavora a temperatura
ambiente produce molti più
"off-flavours". Un frigorifero con
termostato per il fermentatore è quindi
fondamentale!
|

|
|
La
quantità e vitalità del lievito in una
birra a bassa fermentazione sono elementi ancora
più importanti: a parità di zuccheri da
fermentare servirà il doppio di lievito rispetto
ad uno equivalente ad alta fermentazione. Se
sono utilizzati lieviti liquidi, lo starter sarà
fondamentale, a più step, per arrivare ad un
paio di litri di lievito attivo e vitale.
Se sono utilizzati lieviti secchi, la
procedura rimane similare ai lieviti ad alta per
quanto riguarda la reidratazione: in mezzo litro
circa di acqua tiepida (25C) mettere il contenuto
di DUE bustine da 11.5 grammi 15 minuti
prima dell'inoculo.
|
| Inoculo a
"caldo" o a "freddo"? ossia,
metto il lievito nel mosto direttamente alla
temperatura di fermentazione o ad una temperatura
maggiore e poi la diminuisco progressivamente?
Qui ci sono due scuole di pensiero: alcuni
ritengono che l'inoculo a freddo (a 10C) dia
risultati migliori, perchè non si permette al
lievito di lavorare a temperature superiori;
altri invece pensano che la prima fase anaerobica
del lievito può essere svolta a 15C e che dopo
12/24 ore si può diminuire progressivamente la
temperatura a 10C. Vero è che chi consiglia il
primo caso, consiglia di aumentare la quantità di
lievito sino ad arrivare a
tre volte quello di normali fermentazioni ad
alta. |
|
|
La fase di
lagerizzazione in una birra a bassa
fermentazione è fondamentale. Questa deve essere
fatta, a seguito di 10/14 gg di
fermentazione primaria e dopo travaso, per almeno
4 settimane a 0/2C. Alcuni birrai aumentano la
temperatura sino ai 14/15C prima della fase
lagerizzazione per il c.d. dyacetil rest. Io
ritengo che la necessità di questa fase dipenda
dal ceppo, ma anche che una lunga fase di
maturazione non la renda poi così necessaria.
Notare che la fase di lagerizzazione deve essere
fatta prima dell'imbottigliamento. |
Teoricamente l'imbottigliamento è
incompatibile con alcuni stili a bassa fermentazione: le
vere pils devono essere alla spina, ma per un
homebrewer spesso bisogna scendere a compromessi. Se
bottiglia deve essere, quindi, è meglio farlo dopo la
fase di lagerizzazione, non usare zuccheri per priming ma
preferibilmente mosto e mantenere le bottiglie a 10-15C
per 2/3 settimane per permettere la fase di carbonazione
che - visto il lungo periodo di lagerizzazione - sarà
più lenta del solito. Un mese ulteriore di maturazione a
freddo migliorerà ancora la nostra "lager",
consentendo una schiuma compatta, pannosa e duratura.
|